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Carlo Innocenzi (compositore)
ArcheoAmbiente-News 16 dicembre 2010 - Ritrovata ad Acquasparta una Madonna con bambino dei tempi di Galileo..L'opera rinvenuta dall'Università di Perugia a Palazzo Cesi è sottoposta ad esame per la datazione che sembra essere anteriore al 1631.

Una ricerca dell'Università di Perugia su un ritratto di Madonna con bambino ritrovata a Palazzo Cesi di Acquasparta, ha datato l'opera almeno al 1631, collegandole alle visite nel palazzo di Galileo Galilei.

Il Palazzo Cesi di Acquasparta passò di proprietà dal comune di Acquasparta all'Università degli Studi di Perugia nel 1964. A seguito di una ricognizione patrimoniale voluta dal rettore Francesco Bistoni, catturò l'attenzione di Gianfranco Cialini, curatore del Fondo Antico dell'Ateneo, un singolare dipinto su tavola di grandi dimensioni, raffigurante una Madonna incoronata con il Bambino in braccio, conservata nella cappella del piano nobile del palazzo.

L'impianto pittorico si ricollegava alla classica rappresentazione iconografica bizantina della Madonna, in particolare la Madonna della tenerezza, anche se riattata in epoca post-rinascimentale allo stile del periodo, con copiose manomissioni e aggiunte, quali i molti angioletti sparsi all'intorno a mo' di complemento.

Nei resoconti delle visite pastorali post-tridentine fatte dai vescovi di Todi alla parrocchia di Acquasparta non ricorre mai menzione della cappella del Palazzo Cesi, almeno sino alla visita del vescovo, mons. Antonio Fustella, del 1964, a seguito della quale si decreta la sua sconsacrazione. Se ne deduce che la cappella fino a quell'epoca dovesse essere stata in qualche modo officiata e, pertanto, ci doveva essere anche un altare.

Da un ulteriore controllo nei locali della cappella si sono riscontrate le visibili tracce dove un tempo l'altare era collocato. La cosa sorprendente è che, sopra l'area ove s'ipotizza esserci stato l'altare, si leggono i contorni di una cornice disegnata a colori sull'intonaco, all'interno di una apposita nicchia la quale un tempo doveva inquadrare in modo perfetto la tavola della Madonna.

Sono stati rintracciati testimoni che ricordano come, a causa dell'umidità, la tavola fosse stata rimossa dalla parete della cappella. L'apprendere poi che il numero d'inventario fu assegnato al dipinto dopo il suo distacco dal muro, ha persuaso il Cialini - ed è questo quel che importa- che la tavola comunque fosse già in Palazzo Cesi al momento dell'acquisto.

Ma da quanto tempo la tavola era presente nel palazzo di Acquasparta? C'era al tempo di Federico Cesi? A queste domande Cialini ritiene di avere delle risposte. Nel 1631, l'anno seguente la morte del grande Federico, furono redatti due inventari dei beni mobili esistenti presso il Palazzo Cesi": nel primo inventario, datato 9 febbraio 1631, risulta registrato tra i "(...) quadri e telari (...) un quadro della Madonna col figliolo in braccio depinta in legno"; e nel secondo, datato 19 febbraio 1631, "(...) nella cappella.... un quadro d'una Madonna col figlio in braccio". (Purtroppo tutti gli altri arredi del Palazzo riportati negli inventari nel corso dei secoli furono dispersi!)

Secondo la ricerca dell'Università, ci sono dunque coincidenze non casuali tra l'opera riportata negli inventari del 1631 con quella esistente nella cappella di Palazzo Cesi. Probabilmente è la stessa Madonna presso la quale elevava le sue preghiere il fondatore della più celebre delle Accademie moderne e lo stesso "pio linceo" Galileo Galilei, quando era ad Acquasparta ospite di Federico Cesi.

Restano ancora insoluti i quesiti sulla datazione e sulla sua provenienza, ma alcuni storici dell'arte e restauratori amici di Cialini che hanno potuto esaminare prima le riproduzioni e successivamente il dipinto stesso, hanno ipotizzato addirittura la probabilità di poter trovare una ben più antica e preziosa immagine. La vicenda ha convinto il Magnifico Rettore, in accordo con il Pro-Rettore, il prof. Antonio Pieretti, e far analizzare il dipinto dallo SMAArt, Centro di Eccellenza dell'ateneo per le tecnologie scientifiche innovative applicate alla ricerca archeologica e storico-artistica.

Il Centro si riserva, quando avrà terminato di analizzare e studiare tutti i dati raccolti, di pubblicare i risultati definitivi e far parlare tutti gli elementi che possano aiutare a rispondere a molti quesiti posti e a chi addirittura ipotizza la probabilità di poter trovare, "grattandone" le ridipinture, una ben più antica e preziosa immagine di Madonna con Bambino risalente ai secoli -XIV-XV.

Fonte: TuttOggi.info
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