11 novembre 2012 - Se abbiamo più neuroni è grazie all'invenzione della cucina.


Secondo un nuovo studio, è stato l'avvento della cottura dei cibi, inaugurata da Homo erectus, a favorire il processo di encefalizzazione negli esseri umani.

Il cervello umano si sarebbe evoluto da quando gli uomini hanno iniziato a mangiare cibi cotti.
A sostenerlo, in uno studio pubblicato sulla rivista scientifica PNAS, due ricercatrici dell'Instituto de Ciências Biomédicas dell'Universidade Federal do Rio de Janeiro, Karina Fonseca-Azevedo e Suzana Herculano-Houzel.


Le due studiose spiegano che gli esseri umani hanno massa celebrale e quantità di neuroni maggiori rispetto agli altri primati, superando di ben tre volte quelli dei gorilla e degli oranghi. La grandezza del nostro cervello non è, però, proporzionale a quella del nostro corpo, le cui dimensioni sono molto più limitate rispetto a quelle delle due specie, che ci dominano per massa corporea: quella dei gorilla può superare di tre volte quella degli uomini.

Secondo Fonseca-Azevedo e Herculano-Houzel, il processo di encefalizzazione, che implica che lo sviluppo del cervello avvenga in modo non proporzionale rispetto al corpo, è una prerogativa della nostra specie. Infatti, le dimensioni della massa cerebrale, negli altri primati, non sono aumentate a causa dei limiti metabolici
che, per natura, escludono che alla crescita della massa corporea corrisponda un aumento di quella cerebrale.

Questo perché i primati non riescono a ottenere dal nutrimento l'energia necessaria per sostenere entrambi; il cervello, infatti, è - dopo i muscoli scheletrici e il fegato - l'organo al terzo posto per consumo energetico: nonostante rappresenti solo il 2% della massa corporea umana, utilizza il 20% del metabolismo basale (il dispendio energetico di un organismo a riposo), contro il 9% consumato dal cervello degli altri primati.

Avere una grande massa corporea richiede di per sé molta energia, e maggiore è il fabbisogno calorico di una specie, maggiore è il tempo che i suoi individui devono impiegare per nutrirsi; ciò dipende dalla disponibilità di cibo, dal tempo impiegato per mangiare (che varia a seconda della composizione degli alimenti e della grandezza della cavità orale), dalla capacità di digestione dell'apparato gastrointestinale e dal tasso calorico delle sostanze assunte.

Di conseguenza, un aumento della massa cerebrale e dei neuroni, per i primati sarebbe insostenibile: per esempio se un gorilla avesse, come gli uomini, un cervello di massa equivalente al 2% di quella corporea, avrebbe bisogno di assumere 733 chilocalorie in più, che richiederebbero 2 ore e 12 minuti in più da dedicare al nutrimento, quando questo primate impiega già circa l'80 per cento di una giornata di 12 ore per alimentarsi.

Gli esseri umani sono riusciti a superare il limite dell'evoluzione del cervello, imposto dal metabolismo basale, grazie all'avvento della cottura dei cibi inaugurata da Homo erectus: i cibi cotti hanno un contenuto calorico maggiore rispetto a quelli crudi e sono più facili da masticare, digerire e assorbire; inoltre, l'aumento del tempo libero - prima utilizzato per nutrirsi - ha permesso la crescita delle attività sociali e cognitive, fattori che hanno contribuito a favorire l'aumento dei neuroni.

di Viviana Monastero

Fonte: National Geographic Italia