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Carlo Innocenzi (compositore)
ArcheoAmbiente-News 14 aprile 2010 - Un Comune, che si fa rispettare, si riprende l'acquedotto. L'acqua ritorna pubblica ad Aprilia (LT). Storica decisione del Comune della cittadina laziale che fa marcia indietro e chiede ad Acqualatina SpA la riconsegna dell'acquedotto.......

Il Comune di Aprilia si riprende l’acqua. Già dalla prossima settimana (09/04/2010) l’amministrazione comunale chiederà alla Acqualatina Spa, attuale gestore della distribuzione idrica, la riconsegna dell’acquedotto.
 Il presidente del Consiglio comunale di Aprilia, forte della sentenza del Consiglio di Stato del 2009 che riconosce alcuni principi fondamentali in merito ai beni comuni, ha infatti convocato le tre commissioni competenti in materia per avviare il processo di ripubblicizzazione dell’acqua.
E’ la conclusione di una vicenda, iniziata nel 2002, quando il comune pontino, come tutti gli altri comuni della provincia di Latina, in forza del decreto Ronchi affidano alla Acqualatina Spa, società costituita alla bisogna, pubblica al 51% ma controllata in pratica dalla multinazionale francese Veolia, la distribuzione idrica nel territorio provinciale.
Una scelta che i cittadini pontini pagano duramente quando nel luglio 2004 la società a capitale misto inizia a gestire l’acqua.
Uno dei primi effetti, che non è stato certo il miglioramento della distribuzione, si avverte a livello contabile: gli importi delle bollette lievitano fino al 300%.
La cosa non è affatto piaciuta a tantissimi utenti, quasi tutte famiglie, che a fine febbraio 2007 si costituiscono in Comitato per l’acqua pubblica iniziando lo sciopero della bolletta: oltre settemila famiglie contestando gli iniqui aumenti smettono di pagare per il servizio.
Si apre quindi un contenzioso con Acqualatina che per combattere i “morosi” affida a Gerit-Equitalia il recupero del credito.
Molte famiglie, assistite dal Comitato, fanno ricorso e ottengono soddisfazione ricevendo poi assegni di rimborso a copertura degli indebiti aumenti subiti.
Altre famiglie, circa settemila invece scelgono di non pagare Acqualatina SpA, versando in alternativa nelle casse dei comuni pontini, un euro, cifra simbolica di protesta.
Dal suo canto il gestore del servizio aveva già attivato nei confronti dei morosi la riduzione dell’erogazione dell’acqua arrivando a esigere i crediti vantati per mezzo di vigilantes anche armati.

Adesso la vicenda, alla luce dei fatti di Aprilia, prenderà su tutto il territorio nazionale sicuramente un’altra piega.
Il percorso è stato tracciato da un comune, fino allo scorso anno a guida Pdl, ora condotto da liste civiche, alcune delle quali hanno fatto della battaglia per l’acqua pubblica uno dei loro principali cavalli di battaglia.           (Liberazione - 09/04/2010)
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