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Carlo Innocenzi (compositore)
ArcheoAmbiente-News 29 gennaio 2011 - Sta per esplodere Betelgeuse? Due soli nel cielo, la Terra illuminata come mille anni fa.

Il fisico australiano Brad Carter: “potrebbe accadere a breve”.

L'effetto per l'esplosione di una supernova.

La Terra illuminata e riscaldata da "due soli". Ma soltanto per poche settimane. La causa? L'esplosione di una delle stelle più brillanti del cielo notturno, visibile a occhio nudo e galattica. La notizia arriva dall'Australia, dal fisico Brad Carter della prestigiosa università del Queensland, e secondo il Daily Telegraph, il quotidiano del Regno Unito, "potrebbe succedere a breve". Anche nell'ormai inflazionato e pieno di catastrofi "2012".

La candidata a "scoppiare" è Betelgeuse, una supergigante rossa di classe spettrale M1-2 Iab, ovvero una stella in una fase già piuttosto avanzata della sua evoluzione. Nella costellazione di Orione, guardando in alto a sinistra è quella rossastra. L'altra in basso a destra, Rigel, è color bianco-blu. Non è vicinissima, ma neanche così lontana da non poterla vedere a occhio nudo: si trova a 640 anni luce dalla Terra. Con lo scoppio si "trasformerà" in supernova, un'esplosione estremamente energetica che costituisce lo stadio finale dell'evoluzione delle stelle massicce.

"Che esploda come supernova è sicuro, ma sapere quando accadrà è una sciocchezza", chiarisce Piero Benvenuti, professore di astrofisica all'Università di Padova e presidente dell'Inaf (istituto nazionale di astrofisica) fino al 2007. Cosa succede? "Si esaurisce la sorgente, il combustibile nucleare che si trova all'interno della stella. Questa collassa e i materiali che la compongono vengono proiettati verso l'esterno creando una sfera di fuoco che si allarga a una velocità di 5, 10 mila chilometri al secondo".

Nel caso di una stella come Betelgeuse, "relativamente vicina - spiega Benvenuti -, l'evento sarebbe visibile anche di giorno.
Ma sarebbe davvero difficile definirlo come "secondo sole". Esiste comunque una grande distanza. Basta pensare che la luce del sole arriva sul nostro pianeta in 8 minuti, mentre, quella di Betelgeuse, adesso e quando sarà supernova, ci metterà 640 anni. Dal punto di vista scientifico è una grande opportunità di studio. È raro vedere un'esplosione galattica".

Videro brillare una stella gigante di giorno i cinesi nel 1054: "Era nella nostra galassia, nella costellazione del Granchio - ricorda il professore -. Nel 1572 il danese Tycho Brahe ne osservò una e nel 1604 Giovanni Keplero e Galileo Galilei ne videro un'altra a occhio nudo".

Dove finisce la materia stellare? "Un'enorme quantità di neutrini - continua - passa a velocità della luce in tutte le direzioni, arriva sulla Terra senza trovare ostacoli. E gli elementi chimici interni alla stella vengono espulsi, ma nel caso della stella Betelgeuse non ci raggiungeranno mai perché viaggiano a una velocità inferiore della luce. Arriveranno radiazioni energetiche, raggi gamma, X e ultravioletti. Ma prima di toccare la superfice della terra verranno assorbiti dall'atmosfera".
Al di là della scienza e dell'astronomia. Una volta di più una fa notizia la data 2012: "Diffondere terrore - conclude Benvenuti - è un modo criminale di divulgare la scienza".
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