Benvenuto su ArcheoAmbiente
      Login/Crea Account
FAQ Scrivi all'Associazione Archivio Cerca nel sito          
Men¨
Home
Chi siamo
Dove siamo
News
AttivitÓ
Rievocazione Storica e Palio dello Doppiero
Pubblicazioni
Ricerche sul territorio
Reportage fotografico
Links
Contatti
Statistiche
CittÓ
Storia
Monumenti
Chiese
Feste e Ricorrenze
Immagini
Folklore
Biga
Museo della Biga
Farro
Ferro
Meteo giornaliero
Live Webcam
Elenco telefonico
Il Narrare e lo Spigolare di Patrizia Penazzi
Rievocazione Storica e Palio dello Doppiero
Operazione recupero Biga
Carlo Innocenzi (compositore)
ArcheoAmbiente-News 03 marzo 2011 - L'arte del lupo di leggere negli occhi...

Un uomo guarda intensamente qualcosa al di là di un muretto, un lupo dopo cinque secondi si trova nel luogo esatto dove gli occhi umani si erano posati. Questo esperimento, insieme ad altri simili condotti da due ricercatori del Dipartimento di Biologia Cognitiva del Wolf Science Center dell’Università di Vienna, dimostra che l’abilità dei lupi di leggere negli occhi degli altri animali non conosce ostacoli. Perché questo animale è in grado di seguire la traiettoria dello sguardo anche oltre una barriera. Quella che sembrava una prerogativa solamente dei primati e di due specie di corvi (corvo imperiale e corvo nero), è invece, dicono Friederike Range e Zsofi Virany che hanno pubblicato su Plos One i risultati della loro ricerca, una abilità che tutti gli antenati dei cani domestici sviluppano intorno ai sei mesi di età.

Gli studiosi austriaci sono infatti riusciti a ricostruire per la prima volta, dall’osservazione di nove lupi originari del Nord America e cresciuti in cattività in Austria, l’ontogenesi della preziosa dote: l’intuito capace di scovare l’oggetto osservato da un altro animale al di là di un ostacolo non si sviluppa prima delle 16 settimane. Mentre all’età di 14 settimane i lupi sono in grado di seguire gli sguardi solo in spazi aperti a grande distanza.

E’ chiaro quindi, sostengono i biologi, che le due abilità poggiano su meccanismi cognitivi differenti, legati alla crescita dell’individuo. E se è vero, come mostrano i test condotti su lupi di differenti età, che il desiderio di saltare il muretto scatta solo con la maturità, ciò significa che le funzioni cognitive richieste per farlo sono di livello superiore rispetto a quelle necessarie per seguire chi guarda in lontananza. Inoltre, come è emerso dagli esperimenti, i lupi sono capaci sin da piccoli di interpretare gli sguardi dei loro simili, mentre solo crescendo riescono a leggere negli occhi degli umani.

Resta ancora da spiegare come mai lo stesso lupo si comporta in modo differente quando segue uno sguardo al di là di una barriera e quando invece ne ripercorre la traiettoria negli spazi aperti. Nel primo caso, infatti, se non trova nulla di interessante oltre l’ostacolo smette di reagire a nuovi segnali; quando si trova in spazi aperti, invece, ricomincia a osservare l'ambiente ogni volta che gli viene lanciata una nuova occhiata. Primati e corvidi, gli altri animali in possesso dello speciale “fiuto” per gli sguardi altrui, mostrano invece lo stesso comportamento in entrambe le circostanze, rifiutandosi di ritornare in posti già esplorati, vicini o lontani che siano.

Ci deve essere un vantaggio evolutivo nel comportamento dei lupi che evidentemente vale per animali dediti prevalentemente alla caccia, e non per chi desidera innanzitutto difendersi dai predatori. Ecco quanto azzardano i biologi di Vienna: evitare di tornare nello stesso luogo dopo poco tempo, quando le probabilità di trovarvi qualcosa di nuovo sono scarse, fa risparmiare tempo ed energie, mentre un nuovo controllo in posti lontani è sempre consigliabile, visto che tra un’occhiata e l’altra potrebbe essere accaduto di tutto.

Ma le ricerche in questo campo sono solo all’inizio, ulteriori approfondimenti potranno dirci qualcosa di più anche sui cani domestici, diretti discendenti dei lupi. Sono anche loro capaci di leggerci negli occhi? Sanno interpretare lo sguardo di altri animali? Si tratta di capire quanto resta nel migliore amico dell’uomo della preziosa abilità di intuire le mosse di una preda o di un predatore, oppure di dettare la strategia di caccia ai propri compagni con una semplice occhiata.

di Giovanna Dall'Ongaro

Fonte: www.galileonet.it
indietro...

Pagine di utilitÓ
 

Articolo più letto relativo a ArcheoAmbiente-News:


 Pagina Stampabile Pagina Stampabile


ę 2003 - 2018 Progetto e grafica Patrizia Penazzi - Testi e contenuti a cura di Patrizia Penazzi

Informazioni Legali
I testi e gli elementi grafici pubblicati nel sito non possono essere replicati: su altri siti Web, mailing list, newsletter, riviste cartacee, cdrom, senza la preventiva autorizzazione indipendentemente dalle finalitÓ di lucro. L'autorizzazione va chiesta per iscritto alla gestione del sito e potrÓ essere ritenuta concessa soltanto dopo preciso assenso scritto.
I trasgressori saranno perseguiti nei termini di legge