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Carlo Innocenzi (compositore)
ArcheoAmbiente-News 11 maggio 2012 - Istituita la Giornata Europea in Memoria dei Giusti che hanno difeso e difendono i diritti umani. La Giornata si celebrerà ogni 6 marzo……

Il Parlamento Europeo, riunito in sessione plenaria a Bruxelles, ha approvato con 382 firme la richiesta di europarlamentari italiani e polacchi di istituire un giorno per celebrare uomini e donne che hanno combattuto contro genocidi e totalitarismi e per non dimenticare chi continua a difendere i diritti umani.
Una ricorrenza per i Giusti, uomini e donne che hanno lottato e lottano per salvare altre persone da crimini contro l'umanità.

La proposta era stata presentata dagli europarlamentari Gabriele Albertini, Lena Kolarska-Bobiñska, Niccolò Rinaldi e David-Maria Sassoli lo scorso 16 gennaio, raccogliendo l'appello dell'Associazione onlus Gariwo - La foresta dei Giusti, ed è stata approvata superando le obiezioni di chi non riconosce il totalitarismo di sinistra, il genocidio armeno o altri tipi di massacri.

La Giornata si celebrerà ogni 6 marzo, in omaggio a Moshe Bejski, presidente della commissione dei Giusti di Yad Vashem, l'Ente Nazionale israeliano per la Memoria della Shoah, scomparso il 6 marzo del 2007. Ma non sarà in onore solo di chi ha salvato gli ebrei dalla "soluzione finale".
Lo scopo infatti è anche quello di aumentare la coscienza degli altri genocidi che sono avvenuti e avvengono nel mondo, e di tutte le violazioni dei diritti fondamentali dell'uomo.

Una celebrazione che porta una svolta positiva nel mondo delle giornate della memoria, esaltando il ruolo decisivo dell'azione dei singoli esseri umani.
"Per la prima volta nella storia europea - ha affermato Gabriele Nissim, saggista e scrittore, presidente di Gariwo - viene ricordato il bene e l'opera di uomini e donne che hanno salvato la dignità umana durante gli stermini e i totalitarismi".

Come il giardino dei Giusti di Gerusalemme. Dove, in un viale, crescono alberi piantati in memoria di chi ha rischiato la vita per salvare quella anche di un solo ebreo dal genocidio nazista. Perché i Giusti non siano solo nomi, ma intenzioni, esempi, storie da raccontare e da ricordare ancora.
C'è un giardino di Giusti a Milano, ci sono alberi che crescono a Firenze, Genova, Catania, Padova, a Palermo. Ci sono giardini virtuali a Varsavia, Sofia, a Salonicco.

Lo storico e scrittore Gabriele Nissim raccoglie memorie. Poi le diffonde con libri, saggi e attraverso la sua associazione Gariwo che serve a ricordare figure esemplari di resistenza ai regimi totalitari della storia del Novecento. Negli anni, Gariwo ha trasformato quei giardini in una foresta. E ha lanciato un appello per chiedere al Parlamento Europeo l’istituzione di una giornata, il 6 marzo, dedicata agli uomini e le donne che hanno cercato e cercano di impedire i genocidi in difesa dei diritti umani.

La Giornata Europea in Memoria dei Giusti.

L'intento è quello di rendere universale il concetto di Giusto, estendendo questa categoria dalla Shoah a tutti i genocidi e crimini contro l’umanità. Serve che le persone raccolgano memorie e raccontino storie che non vanno dimenticate. Serve che l'eredità dei Giusti non vadano perse.

…….le storie si possono leggere tra le righe. Oltre quelle di Giorgio Perlasca che, come raccontò un libro di Enrico Deaglio, salvò la vita a oltre cinquemila ebrei ungheresi fingendosi un diplomatico spagnolo, o di Giacomo Gorrini, che faceva il console italiano a Trebisonda e descrisse il genocidio degli armeni. O di Oskar Schindler, che strappò dalla morte un migliaio di ebrei col pretesto di farli lavorare nella sua fabbrica. Ci sono storie meno conosciute, da scoprire e conservare.

Come quella di Franjo Sopianac, il petroliere croato che nascose gli ebrei in fabbrica, ma fu perseguitato dal regime di Tito. E c'è la storia di Svetlana Broz figlia del primogenito del generale Tito, che ha girato gli ospedali della Bosnia come medico chirurgo per portare soccorso alle vittime della guerra nella ex Iugoslavia tra il 1992 e il 1995. E quella della famiglia Pergolo perseguitata dal regime comunista in Crimea.

All'inizio degli anni Sessanta la "Commissione dei Giusti" aveva il compito di assegnare il titolo di "Giusto tra le Nazioni" a chi, non ebreo, avesse salvato degli ebrei negli anni della persecuzione nazista. Il Giardino dei Giusti si trova all'interno di Yad Vashem. Negli ultimi anni, per mancanza di spazio, l'albero è stato sostituito dal nome inciso nei muri di cinta del giardino.

La Commissione, presieduta per quasi trent'anni dal giudice della Corte Costituzionale Moshe Bejski, ha riconosciuto e documentato finora circa 20mila giusti. Ma i Giusti sono molti di più e il compito della Commissione, e che si prefigge anche Nissim, è quello di individuarli e premiarli prima che il trascorrere del tempo cancelli per sempre le testimonianze e le prove dei loro gesti.

Fonte: La Repubblica
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