Benvenuto su ArcheoAmbiente
      Login/Crea Account
FAQ Scrivi all'Associazione Archivio Cerca nel sito          
Men¨
Home
Chi siamo
Dove siamo
News
AttivitÓ
Rievocazione Storica e Palio dello Doppiero
Pubblicazioni
Ricerche sul territorio
Reportage fotografico
Links
Contatti
Statistiche
CittÓ
Storia
Monumenti
Chiese
Feste e Ricorrenze
Immagini
Folklore
Biga
Museo della Biga
Farro
Ferro
Meteo giornaliero
Live Webcam
Elenco telefonico
Il Narrare e lo Spigolare di Patrizia Penazzi
Rievocazione Storica e Palio dello Doppiero
Operazione recupero Biga
Carlo Innocenzi (compositore)
ArcheoAmbiente-News 21 febbraio 2013 - Ma come fanno i piccioni viaggiatori a ritrovare la via di casa?

I piccioni viaggiatori (Columba livia) sono noti e apprezzati da migliaia di anni per le loro capacità di navigazione e orientamento. Ma ci sono luoghi in giro per il mondo che sembrano confondere questi uccelli, zone in cui più volte si smarriscono, perdono la direzione giusta o si disperdono per rotte casuali invece di volare dritti a casa, racconta Jon Hagstrum, geofisico e autore di uno studio che potrebbe finalmente aiutare a capire le modalità di navigazione dei piccioni viaggiatori.

Lo studio di Hagstrum, pubblicato on line sul Journal of Experimental Biology, propone una teoria intrigante per il disorientamento del piccione viaggiatore: gli uccelli seguirebbero frequenze sonore ultrabasse per fare ritorno alle piccionaie, e i momenti di sbandamento sarebbero dovuti a interruzioni nella capacità di "ascolto". Queste onde sonore, chiamate infrasuoni, si propagano a frequenze ben al di sotto della gamma udibile per l'essere umano. Ma i piccioni possono seguirne la traccia, ha detto Hagstrum, che lavora presso lo U.S. Geological Survey di Menlo Park, in California. "Utilizzano il suono per immaginare il terreno circostante" ha detto. "Come facciamo noi quando riconosciamo visivamente la nostra casa con i nostri occhi".

Le ipotesi in gioco fino ad oggi erano due: che i piccioni si basassero sul loro senso dell'olfatto per trovare la strada di casa o che seguissero le linee del campo magnetico della Terra. E il disorientamento dei piccioni in alcune zone sarebbe quindi dipeso da alterazioni nel senso dell'olfatto o nella capacità di seguire il campo magnetico.

Ma nessuna delle due spiegazioni convinceva Hagstrum, un geologo che ha iniziato a interessarsi ai piccioni dopo aver assistito a una lezione del biologo William Keeton. Quella volta Keeton, che ha studiato a lungo la capacità di navigazione dei piccioni viaggiatori, raccontò proprio delle difficoltà che riscontrano gli uccelli a orientarsi e a riconoscere determinati luoghi. "Ero stordito, stupito e affascinato", ricorda Hagstrum. "Posso capire che non si riesca ancora a spiegare esattamente cosa sia la materia oscura, ma le modalità di navigazione di un uccello?"

Così Hagstrum ha deciso di studiare i dati di Keeton riguardanti tre esperimenti effettuati nello stato di New York. In uno degli esperimenti effettuati, i piccioni che si dirigevano verso la foresta di Jersey Hill volavano spesso nella direzione sbagliata quando cercavano di tornare alla loro piccionaia presso la Cornell University, e solo raramente riuscivano a trovare immediatamente la strada giusta. Allo stesso tempo non riscontravano nessun problema nel tornare a casa da altri posti.

Hagstrum sapeva che i piccioni viaggiatori possono percepire suoni a basse lunghezze d'onda, a partire da 0,05 hertz, e che non hanno problemi a sentire infrasuoni a circa 0,1 o 0,2 hertz. Decise così di mappare come apparivano queste onde sonore a bassa frequenza in una giornata tipo, e confrontarle con quelle delle poche giornate in cui i piccioni riuscivano invece a ritrovare correttamente la strada da Jersey Hill.

Hagstrum ha così scoperto che a causa delle condizioni atmosferiche e del terreno locale, Jersey Hill si trova normalmente in una "sound shadow” (ombra sonora) rispetto alla piccionaia di Cornell. Quasi nessuno degli infrasuoni della zona attorno alla piccionaia riusciva in pratica a raggiungere Jersey Hill, ad eccezione di un unico giorno in cui il cambiamento nella direzione del vento e gli sbalzi di temperatura erano favorevoli. In quello stesso giorno i piccioni di Cornell non hanno avuto nessun problema nel tornare a casa.

"Sono riuscito a vedere come la topografia influenzava il suono e come le condizioni meteo influenzavano la trasmissione del suono", ha detto Hagstrum. "E tutti questi misteri hanno iniziato a trovare una spiegazione". La posizione della piccionaia rispetto a Jersey Hill, in combinazione alle condizioni atmosferiche standard, schermava gli infrasuoni impedendo ai piccioni di trovare subito la via di casa.

I prossimi passi del lavoro di ricerca di Hagstrum saranno quelli necessari a capire quanto è grande la zona che i piccioni riescono ad "ascoltare". Sia la U.S. Navy che l'Air Force sono interessate al lavoro di Hagstrum. E la cosa non stupisce troppo. "In questo momento ci affidiamo ai GPS per la navigazione. Ma se quei satelliti dovessero rompersi, saremmo persi". I piccioni, invece, navigano da un punto all'altro senza grossi problemi.

di Jane J. Lee
Fonte: National Geographic

indietro...

Pagine di utilitÓ
 

Articolo più letto relativo a ArcheoAmbiente-News:


 Pagina Stampabile Pagina Stampabile


ę 2003 - 2018 Progetto e grafica Patrizia Penazzi - Testi e contenuti a cura di Patrizia Penazzi

Informazioni Legali
I testi e gli elementi grafici pubblicati nel sito non possono essere replicati: su altri siti Web, mailing list, newsletter, riviste cartacee, cdrom, senza la preventiva autorizzazione indipendentemente dalle finalitÓ di lucro. L'autorizzazione va chiesta per iscritto alla gestione del sito e potrÓ essere ritenuta concessa soltanto dopo preciso assenso scritto.
I trasgressori saranno perseguiti nei termini di legge